ROBOTTI GIOVANNI

Storia

La ditta F.lli Robotti fu fondata nel 1947 dai gemelli Giuseppe (1921-2018) e Giovanni (1921-1975) Robotti,  con marchio di identificazione “312 AL”, in uso dal 1948 fino al 1996. 

I due fratelli non avevano una tradizione famigliare nel settore, essendo figli del tramviere Mario Robotti. Tuttavia, prima dell’apertura della loro ditta, erano stati impiegati come apprendisti presso Zeme e Repossi (1934-1940), poi presso Ladislao Nagy (1941-1944), infine presso Visconti e Baldi (1944). Giovanni inoltre lavorò nell’ambito dell’economia di guerra come tornitore nella Industria Minuterie Metalliche.

La sede della ditta fu originariamente in Via Vittorio Alfieri, poi in Viale Benvenuto Cellini (dal 1950 circa), infine in Via Oddone 5 (allora denominata via Asti) dalla fine degli anni ‘50 alla cessazione dell’attività nel 1999.

Fin da subito la F.lli Robotti si specializzò nella produzione di gioielleria di altissima qualità, dalle linee di gusto francese, in particolare spille e anelli in filo di platino e diamanti. Giuseppe, incassatore di formazione, curava gli aspetti commerciali, mentre Giovanni, orefice, si occupava soprattutto della produzione. Nel 1950 si contavano 35-40 operai nella sede in Viale Cellini, una dozzina dei quali destinati alla sola lavorazione del platino. Nei primi anni esisteva anche un reparto di oreficeria meccanica, poi dismesso. Le maestranze della F.lli Robotti erano tra le più apprezzate in assoluto. In particolare dal 1960 al 1980 fu attivo come direttore della produzione l’esperto Giuseppe Ponzone, nato nel 1900, profondo conoscitore della lavorazione tradizionale a mano e attento garante della perfetta qualità dei prodotti, capace di curare al meglio la esecuzione dei pezzi su specifica richiesta. Egli, pur avendo cominciato come calzolaio, era divenuto orefice e poi anche contitolare per qualche anno della rinomata ditta Camurati e Ubertone, fucina di molti eccellenti artigiani. La produzione della F.lli Robotti fu infatti caratterizzata dalla lavorazione interamente a mano fino agli anni ’70, quando si passò progressivamente all’uso della cera persa con stampi in gomma. Nel corso del tempo l’azienda ridusse via via il numero degli addetti, affidandosi anche ad un paio di ditte esterne per integrare la propria offerta.

Da segnalare la produzione dell’anello “Toboga”, risalente al 1960 circa, in platino traforato e diamanti esagonali. Nel 1959 la ditta ricevette per una sua creazione il premio Gioiello d’Estate della Associazione Orafa Valenzana e il premio Crogiolo d’Oro della Fiera di Vicenza. 

Nel 1950 Giuseppe aprì un ufficio vendite in Venezuela, paese in cui risiedette per lunghi periodi, rappresentando la ditta localmente denominata “Hermanos Robotti”. Il Sud America infatti allora rappresentava un florido mercato per l’oreficeria al punto che diversi orafi valenzani vi si erano trasferiti. L’incassatore Guglielmo Pozzi, che lavorò per la ditta dalla fine degli anni ‘50 alla metà degli anni ’70, aveva conosciuto Giuseppe Robotti proprio in Venezuela. Il rapporto proficuo con la clientela venezuelana durò fino alla fine degli anni ’60. 

Nel 1961 Giuseppe uscì dalla ditta per dedicarsi al commercio di pietre preziose di colore, in particolare smeraldi. Nel 1968  Mario Robotti, allora studente universitario e figlio di Giovanni, a seguito di un problema di salute del padre, cominciò ad occuparsi dell’azienda e ne mantenne la guida fino alla chiusura alla fine degli anni ‘90.

Nel corso della sua attività la ditta Robotti produsse alta gioielleria di accurata fattura per il mercato italiano ed internazionale. Negli anni ’90 il Giappone rappresentò un ultimo fruttuoso ambito commerciale.

Da segnalare infine la partecipazione alle fiere, tra cui quelle di Vicenza (alla fine degli anni ‘50), Valenza, Basilea e Londra (all’inizio degli anni ‘80).


Archivio

L’archivio della ditta ha subito consistenti perdite nel corso degli anni, in parte durante i traslochi della sede, in parte in seguito alla chiusura e laddove sono venute meno le esigenze conservative legate alle attività correnti. Quanto resta dell’archivio è stato conservato da Mario Robotti, alla guida della ditta dal 1968 al 1999. 

L’archivio consta di un fascicolo denominato “Foto e ricordi” contenente documenti storici selezionati e conservati da Mario Robotti, di 13 registri con i disegni e i relativi numeri di modello (numeri da 1005 a 10045), di 5 libri matricola (dal 1954).

In particolare il fascicolo contiene:

- disegni originali di gioielli con timbro “F.lli Robotti Valenza”, 1947 circa- anni ‘60

- ritagli stampa di articoli relativi alla ditta Robotti, anni ‘60- anni ‘90

- numero del periodico “L’orafo valenzano”, 11, novembre 1959, in cui fu pubblicato un articolo sui premi vinti dalla ditta Robotti in quell’anno

- fotografie di gioielli, della sede di Via Oddone, di Giovanni Robotti, insieme ad alcuni clienti giapponesi, anni ‘60’- anni ‘90

- due libretti di lavoro relativi, rispettivamente, a Giovanni Robotti e alla moglie Anna Ricaldone, impiegata nell’azienda sin dalla fondazione (entrambi databili tra l’inizio degli anni ‘30 e il 1947)

- materiale pubblicitario, tra cui si segnala un catalogo realizzato per il mercato giapponese (risalente primi anni ‘90)

 

Il materiale non è ordinato ed è condizionato separatamente solo per la parte relativa ai disegni originali.

 

Fonti

Lia Lenti, Gioielli e gioiellieri di Valenza, Arte e storia 1825-1975, Allemandi, Torino 1994. Voce descrittiva alle pp. 428-429; tav. XCIV; illustrazioni nn. 112, 113, 124, 149, 151, 253, 366, 367, 370, 440, 442, 443, 447, 449, 451, 663, 665, 754.
 

Lia Lenti, Maria Cristina Bergesio, Dizionario del gioiello italiano del XIX e XX secolo, Allemandi,Torino, 2005. Note Voce descrittiva a p. 244, con illustrazione.


Leonardo Grano, Lavoro valenzano all’estero, “Valensa d’na vota”, n. 2, 1987, pp. 74-77.

F.lli Robotti (1948)
F.lli Robotti di Giovanni (1961)
Robotti Giovanni & C. snc (1972)
Robotti Giovanni di Robotti Mario & C. snc (1976)
Robotti Giovanni srl (prima metà anni '80)

Via Oddone n.5, Valenza (AL)

BIBLIOTECA CIVICA
CENTRO COMUNALE DI CULTURA


Piazza XXXI Martiri - 15048 Valenza (AL)
Biblioteca: telefono 0131-949286 - Centro Comunale di Cultura: 0131-949287 / Fax 0131-946082

 

e-mail: biblioteca@comune.valenza.al.it / PEC: cultura@cert.comune.valenza.al.it

NOTE LEGALI