Paolo Spalla - 1935/2010 Gioielli e Sculture   

 Paolo Spalla 

1935/2010 Gioielli e Sculture
a cura di Lia Lenti

Palazzo Valentino – Centro Comunale di Cultura, 

piazza XXXI Martiri, 1 - Valenza (AL) 

22 dicembre – 3 febbraio 2019

 

Inaugurazione venerdì 21 dicembre 2018 ore 18.00

 

Venerdì 21 dicembre alle ore 18.00 presso Palazzo Valentino – Centro Comunale di Cultura di Valenza (AL) sarà inaugurata la mostra "Paolo Spalla - 1935/2010. Gioielli e Sculture", a cura di Lia Lenti. 

Nel panorama italiano degli anni Sessanta la percezione dell'oggetto “gioiello” cambia radicalmente, le aziende orafe fanno i conti con il mercato globale e le esigenze estetiche del prodotto di massa e questa nuova modalità si traduce in una maggior consapevolezza progettuale che conduce all'arrivo della prima generazione di designer. Parallelamente la critica d'arte afferma l'artisticità del gioiello e ciò permette la formazione di un contesto creativo inedito, dove la progettualità dell'artista si intreccia con la manualità dell'artigiano e il gioiello diventa un modello di poetica e una pratica artistica autonoma. E' in questo decennio, dove lo spazio del gioiello raddoppia, che Paolo Spalla muove i suoi passi alla ricerca di una nuova fisionomia che veda  in sé uniti un linguaggio espressivo autonomo, una capacità tecnica inusuale e una “più attuale” interpretazione concettuale del gioiello.

 

Paolo Spalla nella seconda metà degli anni Sessanta si concentra sulla ricerca che trova un inizio nella matrice “informale” di segno e di materia, per orientarsi velocemente all'utilizzo della pietra come frammento di natura primordiale, scavato e levigato dalla mano attraverso il recupero di forme archetipe. In questi anni Spalla inizia a frequentare la scultura partendo dalla pratica fusoria. Le sue prove sono nel segno del materismo ma sfociano nella figurazione: piccoli bronzi di sapore accademico, interessanti per gli effetti di corruzione delle superfici e di costruzione di lamine mosse e travagliate. Tra il 1970 e il 1971 nel gioiello il sasso diventa protagonista: il sasso/ciottolo levigato dall'azione millenaria e incessante della natura ma che dalla mano dell'uomo viene scavato e tagliato con sapienza ancestrale. Siamo all'inizio della sua poetica, il sasso sarà un fedele compagno, incessantemente rivisitato. L'artista introduce un innovativo approccio al concetto di natura, egli propone una nuova visione del frammento naturale che si carica di simbolismo e di evocazione mnemonica.

 

Lungo questo decennio Spalla lavora alla mediazione tra tensione poetica, proposta di istanze progettuali innovative e richieste del mercato aggiungendo alla sua fisionomia di artista quella del designer, proponendo l'idea di casualità costruttiva e riflettendo sul concetto di montabile e rimontabile. Nell'ambito della scultura giunge a maturazione un linguaggio espressionistico caratterizzato da tragici squarci nel metallo, tensioni e dissidi esistenziali, palpitanti effetti luministici superficiali dovuti a conglomerati fusori e a raffinate corrosioni e ossidazioni. La fusione quindi, accanto al sasso, è in questo momento l'altro elemento della sua ricerca formale: gli esperimenti tracimano dalla scultura al gioiello e viceversa.

 

L'inizio “Anni Ottanta” impone all'orafo Paolo Spalla un ragionamento: l'oro è un idolo dissacrato, un'icona non più della storia ma del superfluo, ma bellezza e sensualità lo possono riconsacrare. Complici i favorevoli fattori economici il Made in Italy decolla e il sistema pezzo unico/piccola serie, che solo alcuni anni prima a fatica veniva compreso, ora diventa un modello produttivo di riferimento, è perciò diventa necessario lavorare con coerenza di linguaggio e riconoscibilità di stile. Sassi lavorati e lamine d'oro è il binomio attorno a cui ruota in questi anni la sua prolifica azione creativa, ricca di semantica post-modernista.

 

Sibilo/1991 per l'artista è il punto di arrivo di una lunga ricerca: è la forma femminile assoluta, metafisica, vibrante. Questo raggiungimento significa anche il ritorno alla manualità più totale. I primi Sibili sono realizzati piegando la sottile lamina d'oro a mani nude. Poi avviene il passaggio tra le due dimensioni, dal micro al macro, segni, richiami e interpunzioni fluiscono automaticamente dal gioiello alla scultura, da Sibilo a Concetti, l'uno si fa l'altra in un dialogo serrato e preciso.  Questo ”abuso” di lamine lo spinge a riconsiderare il filo, le sue potenzialità strutturali e i processi manipolativi nell'ottica dell'ordine/disordine come metafora dell'oggi e alla visione di non naturalità, di perfezione artificiale che connota l'odierno universo tecnologico, Spalla ancora una volta ripensa il sasso: blocco grezzo, scabroso e ruvido, dove la scelta della non-lavorazione è l'unica garanzia di unicità e autenticità.

 

Lia Lenti

 

*absctrat dal saggio in catalogo .

 

Nota Biografica

PAOLO SPALLA nasce a Valenza nel 1935 in una famiglia di origini contadine, la sua formazione avviene all'Istituto Professionale Orafo (IPO) della città. Il suo maestro è Dionigi Pessina che riesce a riconoscere in lui talento e maestria. Dopo alcune esperienze in laboratori  valenzani, nel 1959 con Albino Nano e Gian Piero Ferraris (1935-2005) apre l'azienda Spalla & Ferraris, ai quali nel 1965 si aggiunge in società Francesca Bellingeri (1939-2016), con nuova denominazione Ferraris &C.

 

Paolo Spalla subito segue la sua vocazione e intraprende la strada dell'artista/designer divenendo art director del prodotto, firma le sue creazioni di gioielleria e inventa sistemi costruttivi che l'azienda tutela con brevetti.  Nel 1982 Ferraris & C. si dota di un marchio, disegnato da Ezio Campese, che accanto alla firma dell'artista, connota immagine, comunicazione e packaging. La figlia Ileana affianca il padre nell'organizzazione del lavoro in fabbrica dal 1991 al 1995.

 

Per Spalla l'attività scultorea inizia a metà degli anni Sessanta, come personale esercizio di linguaggi e di sperimentazioni tecniche e materiche, inizialmente solo in parte connesso a quello orafo. In questo momento egli inizia a partecipare a mostre e a concorsi, vincendo numerosi premi ed entrando in contatto con artisti e critici e con alcuni di loro stringerà un duraturo e profondo  rapporto di amicizia come Laura Rivalta e Mario Lupo. Dalla metà degli anni Ottanta la realizzazione delle sculture si sposta all'interno del laboratorio aziendale ed esse vengono presentate come sviluppo formale integrato a quello dei gioielli. 

 

Paolo Spalla ha svolto attività di insegnamento all'interno di seminari e workshop e ha mantenuto uno stretto contatto di collaborazione con il tessuto imprenditoriale e associativo locale.  Nel 1997 ha donato la sua collezione di antichi attrezzi orafi, frutto di una personale ricerca e raccolta, all'Associazione Amici del Museo d'Arte Orafa. Nel 1998 inizia la lunga malattia che gli impedirà di proseguire la sua opera di creazione. Nello stesso anno l'artista dona alla Città di Valenza la scultura Cosmogonia – Origine dell'Universo. Paolo Spalla si spegne nella sua città natale il 24 luglio 2010.

La mostra sarà visitabile presso Palazzo Valentino dal 22 dicembre 2018 al 3 febbraio 2019 con i seguenti orari: 

da giovedì a sabato: 10.00-12.30/15.00-19.00 

domenica: 15.00-19.00 

ingresso libero 

info: 

tel: 0131-949286

email: biblioteca@comune.valenza.al.it

fb: Arte a Valenza 

Instagram: arte_a_valenza
 

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