MOLINA

Storia

 

Il fondatore è Ottavio Molina, nato a San Salvatore Monferrato, classe 1915, da famiglia contadina.  Viene avviato giovanissimo – a 12 anni - al mestiere di incassatore orafo dai fratelli maggiori Ernesto, già famoso incassatore disputato dalle migliori ditte del primo dopoguerra, e Pietro, che si era invece specializzato come orafo.

Dopo una lunga gavetta presso storiche aziende valenzane, ed il richiamo sotto le armi in periodo bellico, apre nel 1948 il primo laboratorio orafo localizzato a San Salvatore Monferrato, comune che diventerà il secondo centro del distretto orafo per numero di aziende, con ben 39 aziende operanti nel 1987.

Registra la ditta di produzione con il nome “Molina Ottavio” e gli viene assegnato il marchio di identificazione 319AL (la Molina Ottavio sarà negli anni a seguire un eccezionale “incubatore di start up”: la quasi totalità delle aziende san salvatoresi nate nei 20-30 anni seguenti sono state fondate da suoi ex operai).

Sono gli anni difficili del secondo dopoguerra: la domanda di prodotti in oro è scarsa (livelli ben al di sotto rispetto al periodo anteguerra) e la concorrenza spietata.

Da subito capisce che non può lavorare per la piazza (anche perché non essendo fisicamente in Valenza si trova ad affrontare costi di trasporto diversi rispetto ai competitori) e si muove pertanto giornalmente su Milano per incontrare i grossisti dell’epoca (tra i quali Lattuada) che compravano i suoi prodotti per poi esportarli in Germania e negli USA.

Apre allora un ufficio vendita a Milano in zona centrale ed intuisce l’importanza di “accorciare la filiera”: nei primi anni ’50 affronta regolari viaggi in America Centrale e del Sud (Messico, Venezuela e Brasile) alla ricerca di contatti diretti con gli operatori del posto.

A fornirgli le prime indicazioni su come individuare indirizzi di gioiellerie ed uffici commerciali insieme alle informazioni base su come muoversi in questi paesi sono stati un gruppo di “magliari” originari di San Salvatore. Ottavio ha sempre trovato divertente la cosa: persone la cui occupazione era vendere porta a porta in paesi poverissimi prodotti di bassa qualità spacciandoli come buon artigianato italiano lo hanno aiutato a creare una rete di distribuzione di un prodotto di alta qualità, mettendolo in contatto con serissimi operatori.

Forte di questa “competenza” acquisita con l’esperienza diretta sui mercati esteri, alla fine degli anni Cinquanta fonda insieme ad Aldo Garavelli e Pietro Annaratone (titolari anche loro di laboratori siti in Valenza) una società di vendita chiamata G.A.M., con la quale partecipa alla prima fiera di gioielleria a New York negli Stati Uniti, nel 1958.

La GAM diventa in breve tempo una delle prime aziende valenzane, la cui “mission” è raccogliere la produzione locale (non solo quindi delle 3 aziende produttrici di proprietà dei soci) e distribuirla nel mondo intero. La GAM sarà anche una delle prime aziende a far stampare propri cataloghi fotografici e distribuirli in tutti i consolati italiani nel mondo.

Finisce la propria esistenza nel 1975, ma oramai le aziende produttrici originarie dei 3 soci hanno sviluppato autonomamente capacità commerciali.

Dal 1973 la Molina Ottavio si trasforma in Molina & C che vede in qualità di soci insieme al fondatore i nipoti Molina Fernando ed Angeretti Alberto.

Negli anni Settanta la clientela diventa maggiormente esigente e di più alto livello, cambia quindi il tipo di prodotto, vengono utilizzate le pietre preziose e si vende in particolare modo la parure. Il mercato di punta continua ad essere quello estero, soprattutto America e Giappone.
I primi anni ’80 sono quelli in cui le fiere di settore diventano un “must” per le aziende del settore: la Fiera Campionaria di Milano, quella di Vicenza, Basilea, NYC, Tokyo, Inhorgenta e molte altre in giro per il mondo danno la possibilità agli artigiani del distretto di far conoscere la propria produzione. 

Ottavio Molina lavora in azienda sino al 1993, lasciando al figlio Davide la propria quota.

La Molina & C. termina la sua attività nel 2000.  

Al momento dello scioglimento, Davide insieme alla moglie Claudia costituisce una nuova società con il nome Davide Molina srl e rileva insieme al marchio “319AL” il ramo d’azienda relativo alla produzione (la fabbrica con tutti i modelli prodotti dal 1948).

Davide non è un neofita: la sua formazione economica (si laurea in Scienze Politiche e lavora come ricercatore per il Centro di Documentazione Economica di Pavia) non ha impedito di essere coinvolto nell’attività paterna fin da ragazzo.  Entra come commerciale nella società del padre nel 1990; sviluppa in seguito un’esperienza come disegnatore e modellista.

Fa i primi esperimenti di progettazione e modellazione in digitale; dal 1994 realizza un archivio digitale di tutti i modelli prodotti, utilizzabile all’interno di un database.

La Davide Molina srl sceglie di proseguire con la tradizione ma cercando di virare verso una produzione che possa attirare maggiormente i gusti di una clientela alla ricerca di gioielli meno classici. Il mercato cambia ed è soprattutto europeo.

Con la crisi che nel 2004-2005 investe Giappone e Stati Uniti Davide è costretto a guardare verso nuovi territori per esportare i suoi prodotti, in particolare l’Africa (Nigeria e zone limitrofe, paesi difficili per via della loro situazione politica) ed ultimamente la Cina.

Nella lunga attività della Molina sono tanti i premi ricevuti e le partecipazioni a mostre.

Alcuni bracciali sviluppati nei primi anni 2000 sono tutt’ora indossati dal jet set internazionale: uno in particolare fa’ bella mostra (e ne da’ il titolo!) sulla copertina di un CD di una cantante americana di fama mondiale.

Tra gli eventi benefici cui ha partecipato, si ricorda in particolare la manifestazione “Gioiello per la vita” di Rita Levi Montalcini, per la quale la Molina ha realizzato un palcoscenico in oro smeraldi e diamanti, su disegni di Luca Ronconi.
 

Archivio

La documentazione è stata scrupolosamente conservata e percorre la lunga attività della Molina Ottavio (anche per il periodo della società G.A.M.), della Molina & c ed infine della Davide Molina srl.

All’interno del laboratorio sono conservate in cassettiere numerate tutte le “gomme” (impronte in gomma in negativo utilizzate nel processo di microfusione) realizzate fin dall’inizio dell’attività (dal 1948): circa 20.000.

Insieme alle gomme vengono conservati i modelli in metallo che hanno permesso di realizzarle (tuttavia il loro numero è inferiore rispetto alle gomme perché spesso sono stati fusi per altri utilizzi). Per orientarsi meglio nell’identificazione delle gomme e dei modelli un punto di riferimento sono i cataloghi, costituiti da disegni a mano, rimandano al numero della gomma corrispondente, e sono informatizzati dal 1994.

Gli schizzi, i disegni e le foto conservati in raccoglitori, testimoniano l’attività dell’azienda dai suoi inizi e continuano ad essere fonte di ispirazione. In particolare i disegni continuano ad essere “progetti vivi” ed in quanto tali sono spesso sui tavoli di lavoro, pronti per essere mostrati al cliente o come spunto per realizzarne altri, a disposizione del disegnatore.

Si evidenziano in particolare le seguenti serie:

-Cataloghi manoscritti dei modelli: n. 20 (circa), dell’azienda Molina & C., dagli anni Settanta agli inizi degli anni Novanta

-Cataloghi fotografici: n. 4 volumi rilegati degli anni Cinquanta, Sessanta e Settanta (attività della G.A.M.)

-Cataloghi fotografici a colori: n. 2 volumi rilegati e 20 album (circa) con disegni manoscritti per uso interno, dagli anni Settanta agli anni Novanta (attività della Molina & C.)

-Fotografie storiche: non quantificabili, dagli anni Cinquanta ad oggi. Una selezione di foto storiche sono anche in formato digitale.

-Stampi in gomma: circa 20000, dal 1948 ad oggi

-Modelli in metallo vile: non quantificati

- Disegni: in fogli sciolti e all’interno di faldoni, non numerati e non quantificabili, datati dagli anni Cinquanta al Settanta circa.

Fonti

http://www.davidemolina.it/davide/pubblicazioni%20davide/paroleemusicaset2013.pdf

Davide Molina s.r.l.
Via Panza, 18
15046 San Salvatore (AL) 
+39 0131233106
molinad@tin.it
www.davidemolina.it

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