PIERO PORTA: Orafo -  Pittore

FERRI D’OREFICE

Opere di Piero Porta

 

Piero Porta (Valenza (AL), 1925-1996) si è formato presso la Scuola Serale di Disegno di Valenza. Dal 1948 ha lavorato come orafo presso alcune ditte cittadine fino a quando, nel 1963, ha aperto una sua azienda artigiana. E’ del 1976 la decisione di dedicarsi esclusivamente all’attività pittorica partecipando attivamente a iniziative espositive e culturali. Dal 1994 al 1995 è stato maestro di oreficeria presso la scuola For.Al “Vincenzo Melchiorre” di Valenza.

 

Fin da ragazzo ero affascinato dal disegno e nelle ore libere era il mio mondo.

 

[…] trovo che è un fatto culturale trasmettere la storia di un qualunque Valenzano, come me, che dalla terra “sempre cara a tutti”, ha trasferito il suo fare nel fucinare metalli e trasmettendo oltre confine la sua esistenza.

 

Nell’arco di tempo ho visto la mutazione socio-culturale della mia gente e con queste presenze dipingo le cose che ogni lavoratore […] ha lasciato nel tempo non lontano e che, con il succedersi delle mode, con il proprio intelletto, ha creato e donato a noi tutti e a Valenza l’inconfutabile fatto d’arte.

 

Gli umili ferri, rimasti a testimoniare l’attaccamento e il desiderio dei nostri vecchi orafi di tramandare ai posteri l’arte del mestiere, sono ancora oggi oggetti “artigianali” di utilità per il lavoro e, per la loro scarsa possibilità di sopravvivere nel tempo, mi spiego a descriverli con amore e poetica. Con questi utensili, fatti dal niente, dipingo la natura che, controllata da elementi umani, assume la sua personalità…

 

Il descrivere ogni utensile orafo è come vedere ogni elemento di servitù al lavoro, fissando sulla tela queste presenze non trovo mai aridità creativa per rendere la potenza della natura morta in un sicuro senso delle armonie: spessori plastici addolciti da un itinerario di luce, la natura morta resa statica da una intensità coloristica e tonale che senza esitazione propone una pronta elegia…

 

(Piero Porta (1980), Coltivando la mia vocazione…, Piero Porta, da Piero Porta un pacato discorrere. Opere e idee dal 1942 al 1996, 2007, Comune di Valenza – For.Al)

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PROGETTO FOR.AL. (2004-2007)

PIERO PORTA.

MAESTRO DI OREFICERIA

 

Raccontare Piero Porta “orafo” significa fare un salto negli anni ’90 quando presta la sua opera di insegnante di oreficeria presso il Centro di Formazione Professionale della Regione Piemonte oggi FOR.AL. […]

 

[…] Il mio incontro con lui risale alla fine degli anni ’70 quando, nato il Centro Comunale di Cultura, collaboravamo entrambi alla Commissione Arte e Mostre. Il suo carattere così misurato, mai supponente, nascondeva determinazione e consapevolezza sui temi a lui cari come la valorizzazione della tradizione orafa, da sempre coltivata e l’importanza della conoscenza dei fatti artistici. La poetica del suo dipingere, tutta di atmosfere, simbologie è infatti in buona parte legata alla nobilitazione delle tecniche di oreficeria. […]

 

[…]Essendo io coordinatore didattico e dovendo pianificare il programma da svolgersi con la classe assegnatagli, ci confrontavamo sull’importanza di trasmettere non solo nozioni sulle tecniche orafe ma approfondire e tramandare anche passione per il mestiere di orafo, riuscire a coinvolgere i ragazzi sull’importanza di ciò che stavano per apprendere così che potessero dire, alla fine del loro percorso didattico, che sarebbero diventati orafi qualificati, convinti di esercitare, come diceva Porta, il mestiere più bello del mondo. E così un primo anno di quattordicenni che nulla o quasi “sapevano” di oreficeria, trasse da Porta l’insegnamento “maestro”. Egli con pazienza ed entusiasmo descriveva loro gli utensili dell’orafo, la loro funzione, le fasi di lavorazione usando la terminologia canonica e traducendola sempre anche nel dialetto Valenzano pieno di quei “francesismi” e di quelle espressioni graffianti che sono ormai un ricordo lontano. Tutto ciò venne trasmesso ai giovani allievi come se venisse raccontata loro una storia. E allora saltarono fuori come per magia foglietti con schizzi a matita che porta aveva preparato per ognuno di loro con quel candore realizzativo che era frutto di tanto studio, di tanto esercizio ma che, nella semplicità di chi sa fare, era trasmissione di vibranti sensazioni. […]

 

[…] Proprio dai disegni che Piero Porta ha lasciato alla scuola, nasce il progetto di tre classi dei corsi di Operatore di oreficeria che, sotto la guida del maestro orafo Giuseppe Bissone, li hanno trasformati in manufatti orafi. Sono quarantadue i gioielli realizzati dagli allievi […] tutti in metallo povero (alpacca, ottone, rame), ricorrente nelle esercitazioni di laboratorio per le caratteristiche e le proprietà simili al metallo prezioso. […] Soggetti naturalistici, delicati fiori, boccioli, petali, insetti, piccole farfalle, coccinelle, forme geometriche, composizioni di utensili si sono trasformate in spille, ciondoli, orecchini, dando vita ad una vera e propria collezione. […]

 

[…] Porta ha lasciato tutto ciò alla scuola, una semplicità che solo chi è “bravo” sa trasmettere, una grande lezione che deriva dall’amore per il mondo dell’oreficeria, che è studio, passione, modestia di chi ha usato l’intelligenza delle mani e un grande cuore.

 

(Isabella Miozzo, Piero Porta. Maestro di oreficeria, da Piero Porta un pacato discorrere. Opere e idee dal 1942 al 1996, 2007, Comune di Valenza – FOR.AL)

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