Fragile bellezza. L'oro e la preziosa materia dell'arte

 Fragile bellezza 

L'oro e la preziosa materia dell'arte
A cura di Domenico Maria Papa e Lia Lenti

18 dicembre 2019 – 25 gennaio 2020

 

 

In Giappone, una tecnica antica, chiamata Kintsugi, permette di riparare un oggetto d’uso comune, utilizzando l’oro o l’argento. Dopo la rottura, il lavoro di ricomposizione, grazie all’oro, rende l’oggetto ancora più prezioso, assumendo un inedito significato estetico.

 

In Fragile bellezza. L’oro e la preziosa materia dell’arte, il Kintsugi rappresenta l’avvio di una riflessione sul rapporto tra bellezza e fragilità, nel quale la simbologia stessa dell’oro, che da sempre esprime durevolezza e persistenza, è in questo caso associata alla leggerezza, alla caducità e alla trasformazione.

 

Il progetto approfondisce temi quali il rapporto tra fragilità e bellezza, materiali d’uso comune e preziosi, la ricerca del bello come scelta etica di vita quotidiana, il significato simbolico e culturale dell’oro nelle volubili culture contemporanee.

 

Fragile bellezza. L’oro e la preziosa materia dell’arte vuole anche essere occasione di approfondimento sul tema della perdita, della rottura, della frammentazione e insieme della ricomposizione e dell’unità non solo formale nell’arte. L’approfondimento è condotto attraverso la presentazione di opere che utilizzano l’oro o che si riferiscano alla sua simbologia come immagine di valore, interpretandolo non tanto come rappresentazione del lusso, quanto materia fluida, fragile e al tempo stesso durevole o pura.

 

Il progetto espositivo, a cura di Domenico Maria Papa e Lia Lenti, è organizzato dal Comune di Valenza, promosso dall’Associazione Phanes con Museumstudio s.r.l., sostenuto da Regione Piemonte, Fondazione CR Alessandria, Fondazione CR Torino oltre che dallo stesso Comune di Valenza, in collaborazione con la Fondazione Torino Musei, la Fondazione Mani Intelligenti e le aziende orafe valenzane Ceva Gioielli Srl, Crivelli Srl, Il Diamante Srl, Gioj Srl, Leo Pizzo Spa, Margherita Burgener, Ofir Srl, Vendorafa Lombardi Srl, VPA – Villa Pedemonte Atelier Srl e Archivio Negroni – Gioielli in Fermento; esso si compone di diversi momenti espositivi, connessi tra loro, distribuiti in più tempi, sezioni e sedi (tra Torino, Valenza e Casale Monferrato) dove appunto verrà sviluppata un’ampia riflessione estetica sui temi della fragilità e della bellezza declinate attraverso il tema conduttore dell’oro.

 

La prima parte di eventi espositivi che si è svolta fra dicembre 2019 e gennaio 2020 ha previsto cinque diverse sedi fra Valenza e Casale Monferrato.

 

La seconda parte di eventi si svilupperà nel corso del 2020. 

 

Prima Fase

- Palazzo Valentino e altre sedi, Valenza, 18 dicembre 2019 – 25 gennaio 2020;

- Centro Visite del Parco Fluviale del Po, Casale Monferrato, 18 dicembre 2019 – 25 gennaio 2020

 

 

Nella prima fase del progetto sono stati declinati i temi della Fragilità e della Bellezza in diversi contesti (oro, arte, natura) e linguaggi (arte orafa, arte contemporanea, fotografia e nuovi media).

 

In varie sedi valenzane, pubbliche e private, è stata sviluppata una riflessione sull’importanza del patrimonio di saperi, generatore di bellezza, e della sua fragilità al cospetto delle volubili tendenze contemporanee.

 

La memoria e il territorio, la mostra a Palazzo Valentino di opere e gioielli, ha approfondito l’eredità di artisti-orafi che hanno coniugato la lavorazione dei metalli preziosi con la sperimentazione, dialogando con i movimenti artistici del proprio tempo.

 

Nelle residenze anziani della città, una mostra fotografica intitolata Ritratto di Signora con gioiello ha visto come protagoniste le fragili bellezze ospiti che per un giorno si sono prestate a diventare modelle, indossando gioielli di artisti e di aziende orafe valenzane. Le fotografie sono del photofilmmaker Walter Zollino.

 

Presso lo spazio espositivo del negozio L’Altrogirasole la mostra Bello e divertente ha presentato una selezione di disegni, studi, oggetti d’arte e gioielli che testimoniano le ricerche dell'artista Saverio Cavalli che nella sua produzione ha sperimentato la realizzazione di monili dalle forme astratte in materiali poveri e non convenzionali nell'ambito dell'oreficeria valenzana.

 

Nella sezione Acqua, un mormorar di fiume presso il Centro Visite del Parco Fluviale del Po di Casale Monferrato, il photofilmmaker Walter Zollino ha esposto parte del suo lavoro sul fiume incentrato sui rumori generati dall’acqua. In questa sede è stato possibile ammirare anche alcuni progetti e gioielli sul tema dell’acqua realizzati con l’uso di materiali alternativi elaborati dagli allievi delle scuole valenzane For.Al “Vincenzo Melchiorre” e IIS Benvenuto Cellini.

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